Mentre la competizione per acquisire e mantenere i migliori talenti non è mai stata così intensa, l’esperienza del candidato sta diventando una delle principali preoccupazioni dei reclutatori. In questo gioco di seduzione reciproca che è diventata la selezione del personale, la gamification è uno strumento particolarmente potente. Come dare una prima impressione indimenticabile ai candidati valutando al tempo stesso le loro attitudini?

L’esperienza del candidato, l’arma migliore nella guerra per il talento

In un contesto di trasformazione digitale e cambiamenti rapidi nei modelli di business, l’acquisizione di buoni profili sta diventando più complessa. Costruire la propria marca come datore di lavoro dando una buona
immagine dell’azienda già dal primo contatto diventa indispensabile. Un compito ancora più cruciale nell’epoca del web social dove le esperienze, positive come negative, sono facilmente condivisibili e potenzialmente virali. Secondo lo studio CEB 2017, il 20% dei candidati intraprenderà un’azione
negativa dopo una cattiva esperienza di selezione. Dovete quindi occuparvi dei rapporti con i candidati assunti ma anche con quelli che non si uniscono (per ora) alla vostra squadra…

Un gioco per essere ricordati

I buoni candidati hanno l’opportunità di scegliere le loro aziende, tuttavia gli argomenti oggettivi (salari, benefici, condizioni di lavoro, ecc.) non sono sempre sufficienti a convincerli. Ormai le perle rare basano la loro scelta sulla cultura aziendale e la prima impressione, inevitabilmente soggettiva. È quindi per essere ricordate e suscitare entusiasmo che le aziende sviluppano una dimensione ludica nella selezione del personale…

La gamification alla conquista delle risorse umane

Da diversi anni la gamification è una tendenza e dovrebbe, secondo uno studio di Technavio, rappresentare un mercato di 6 miliardi di dollari nel 2019. In effetti, Gartner stima che il 70% delle grandi aziende abbia già
sviluppato una selezione gamificata. Tuttavia la maggior parte dei loro sforzi si sono rivolti al marketing e la ludicizzazione delle risorse umane è decollata solo di recente. Tra i precursori citiamo L’Oréal che, nel 2010,
proponeva un gioco educativo agli studenti interessati a unirsi al gruppo, permettendogli di scoprire le opportunità di carriera offerte e, al tempo stesso, di candidarsi.

Oggi la gamification del processo di selezione assume forme sempre più diverse.

Diverse aziende offrono giochi di fuga in cui i candidati dimostrano la loro capacità di lavorare in gruppo e risolvere un problema complesso. Nel campo della programmazione informatica, piattaforme come CodinGame fanno gareggiare gli sviluppatori in competizioni di codice concepite come videogiochi, i migliori vengono quindi contattati direttamente dalle aziende partner per essere assunti. Visiotalent ha sviluppato per i suoi clienti un’esperienza coinvolgente: una visita virtuale che consente ai candidati di scoprire l’azienda, i suoi locali e il suo team e partecipare a giochi educativi per saperne di più sull’azienda.
La società CPM, esperta in forza di vendita, merchandising e animazione commerciale, ha scelto di mettere in risalto il suo approccio alla RSI, la sua politica di alternanza o il suo orgoglio attraverso un’immagine animata dei suoi uffici.

Non esiste quindi una formula standard. Per approfittare appieno dei vantaggi della gamification, ciascuna azienda deve trovare il gioco che le si addice. Un consiglio: conoscete i vostri candidati e provate a  mmaginare un gioco che gli permetta di esprimere la loro esperienza divertendosi!